Closchard

Sono solo un vecchio barbone

tutto il giorno sono in giro per

elemosinare ,e la notte dormo

sotto un cartone

Le persone mi passano davanti ,

in molti mi disprezzano e invece altri

Mi apprezzano

La mia vita in mezzo la strada

è un vero calvario a giorni mangio e

altri muoio di fame

Sono coperto di stracci avvolte

Mi lavo e altri puzzo

Ho perso tutto e la mia famiglia mi

Ha abbandonato e nessuno mi cerca

Ho il cuore spezzato

Piango e mi dispero ma ancora in Dio

Spero.

Quando il suicidio è L unico rimedio

Il vento soffia fuori .

Le sue mani anche quella notte erano di nuovo sulla sua pelle e lei ancora una volta tentava di togliersele di dosso, ormai era diventata un abitudine e non poteva far niente era come drogata non riusciva a difendersi.

Ogni qual volta la madre non era in casa ci provava ,

Inizialmente la toccava solo, ma più tempo passava è più andava avanti.

Aveva 16 anni e come tutte le ragazze della sua età sognava come fosse stata la sua prima volta con il ragazzo che avrebbe amato .

Ma il suo destino era diverso gli era capito un patrigno che era affascinato da lei e la desiderava continuamente , ogni volta cercava di andare sempre più oltre e lei non sapeva cosa fare se non cercare ogni volta di scappare , non c’è la faceva più e così un giorno si fece coraggio e raccontó tutto alla madre, ma egli non gli credette , la prese per pazza “ gli disse tu non vuoi che mi frequenti con quest’uomo, tu stai facendo di tutto per farci lasciare” e così la liquidó con questa frase.

Ma le molestie ogni qual volta la mamma non era in casa continuavano ,

e dopo il divertimento lei correva sotto la doccia a togliermi di dosso quello sporco che pur strofinando forte non riuscivo a togliere .

E lui sdraiato sul letto a fumare sigaretta come se niente era successo .

Una sera si fece coraggio e nascose il cellulare per filmare tutto e far capire alla madre che quello che aveva affianco era un lurido “porco pedofilo”.

E così fu ,anche quella sera mi mise di nuovo le mani addosso e lei filmó tutto, il giorno dopo lo fece vedere alla madre ma lei se ne uscì con una frase assurda “sei tu che lo provochi”.

La ragazza rimase esterrefatta, neanche davanti alle prove la credette, le lacrime le scendevano da quel dolce viso sempre triste cercó di farsene una ragione, ma lei in se era sempre triste non usciva quasi mai e aveva paura degli uomini.

Un giorno arrivata allo stremo delle forze dopo l’ennesima violenza subita prese una lametta e si tagliò le vene , lasció un biglietto “ grazie mamma per non avermi creduto , ora divertiti con lui”.

Lei morí e finalmente si senti libera , ma lui e la madre dopo gli accertamenti giudiziari furono condannati, anche se la condanna più brutta era quella della propria coscienza per non aver creduto ad una figlia.

La classe operaia va in paradiso

Ho appena finito di vedere La Classe operaia va in paradiso. Il film è del 1971 e mise in evidenza la situazione dei lavoratori nelle fabbriche, nel film si vede come gli operai tutte le mattine come aprono i cancelli entrano in massa con la testa abbassata come un gregge . Il protagonista principale Lulù massa è un uomo di 31 anni con alle spalle già 15 anni di lavoro presso la fabbrica B.A.N., due intossicazioni da vernice e un’ulcera. Milanista,stakanovista e sostenitore del lavoro a cottimo, grazie al quale, lavorando a ritmi infernali, riesce a guadagnare abbastanza da permettersi l’automobile e altri beni di consumo, Lulù è amato dai padroni, che lo utilizzano come modello per stabilire i ritmi ottimali di produzione, e odiato dai colleghi operai per il suo eccessivo servilismo. La sua visione cambia totalmente quando in una normale giornata lavorativa per sbloccare un pezzo che si era bloccato nella macchina si trancia il dito. Da lì si sveglia dal suo lungo sonno ed inizia a ribellarsi contro i padrini insieme ai sindacati e agli studenti , ma nel suo ribellarsi viene licenziato e poi lasciato solo da quelle stesse persone che lo avevano portato verso la ribellione … il film finisce in maniera spettacolare il quale ci porta a comprendere come Lulù Massa alla fine cerca di riscattare la sua dignità quella che per lungo tempo aveva perso in fabbrica. Almeno questa è la mia interpretazione del film.

le ferite dell’anima

Il  tempo passava inesorabile sul suo viso, erano sempre più visibili le rughe di quella giovinezza che ormai stava scomparendo.

Era una donna che aveva vissuto tante difficoltà, era dovuta crescere troppo in fretta per i vari problemi che la vita gli aveva riservato, veniva da una famiglia umile, la madre casalinga e il padre agricoltore, anche se la sua famiglia gli dava quasi tutto,  dentro di se portava delle ferite che non scompariranno mai.

Ogni notte prima di andare a dormire dai cassetti della memoria riemergevano quei ricordi che avrebbe voluto dimenticare, le mani di quell’uomo che la toccavano, inizialmente per accarezzarla, ai suoi occhi sembrava una gentilezza, ma trascorso il tempo il tocco di quelle mani diventava sempre più insistente e pian piano cercava di scendere sempre più giù.

Ogni volta aveva paura a rimanere sola con lui, perché ogni volta ci provava, e una volta gli scostava i capelli, un’altra volta gli dava un bacio sulla guancia, altre volte gli faceva degli apprezzamenti che avrebbe dovuto ricevere forse da un ragazzo della sua stessa età, molte volte provava a toccargli il seno o altre parti del corpo e lei si sentiva sempre più in imbarazzo era una bambina e ancora molte cose sulla sessualità non le sapeva e certamente non avrebbe voluto scoprirle con una persona che poteva essere suo padre.

Quando lui tentava di toccarla e di andare sempre più oltre si scostava o trovava una scusa e riusciva a dileguarsi o per casi fortuiti arrivava sempre qualcuno della sua famiglia e quindi finiva li, finchè un bel giorno la fortuna gli aveva girato le spalle.

Era un giorno d’estate , come ogni anno avevano preso la casa al mare tutti insieme, quell’estate che doveva essere un periodo di divertimento si rivelò per lei un estate tra le più buie di tutta la sua vita.

Erano da poco passate le 10:00 e lei mentre si preparava per scendere in spiaggia si trovò quel lurido uomo nella sua stanza che la fissava e gli faceva i complimenti per il bel fisico che aveva che stava diventando una donna, piano piano gli si avvicinò e le mise le mani addosso toccandola e a un certo punto tolse fuori il suo coso e gli disse dai toccalo ci prenderai gusto, lei tutta impaurita e con le lacrime agli occhi riuscì a fuggire, prese la sua bicicletta con cui andava sempre in giro e scappò più lontano possibile lontano da tutto e da tutti.

Tutta la giornata era stata a vagare per le vie della città balneare si era fermata a mare e aveva fatto il bagno e una bella nuotata con la convinzione che una bella nuotata in quell’immensità del mare  potesse portare via lontano  quello che era successo la mattina.

Arrivata sera tornò a casa e come se niente fosse se ne andò in camera, disse ai genitori che non aveva fame e non scese neanche a cenare proprio per non incontrare quell’uomo.

Il tempo passava ma lui non si arrese un altro giorno non più al mare ma a casa in città ci riprovò  per l’ennesima volta lei gli lanciò uno schiaffo e se ne uscì di  casa , non aveva mai raccontato niente di questa situazione ai suoi genitori perché non voleva farli preoccupare.

 L’unica soluzione possibile era partire,ormai era maggiorenne e così disse ai suoi genitori che una sua amica a Roma gli aveva trovato un lavoro e se ne andò ad abitare da lei per un po’ di tempo e neanche la sua amica sapeva il motivo di tutta questa fretta di andarsene di casa.

Non gli aveva mai chiesto niente, ma sapeva che c’era qualcosa che non andava, ma lei da buona amica rispettava il suo silenzio e pensava quando si sentirà pronta mi racconterà cosa è successo.

Intanto le giornate trascorrevano tranquillamente, una sera la sua amica la convinse per uscire a cena, lei con la sua amica e alcuni ragazzi,  la serata fu molto  tranquilla la trascorsero a ridere, a parlare del più e del meno, dei vari interessi in comune e dei progetti per il futuro, lui era appassionato di lettura e di teatro come lei del resto che aveva una passione per la lettura, aveva tanti libri e gli confessò che leggere la aiutava a rifugiarsi dalla realtà, quella realtà e quel mondo che non gli piaceva, leggere gli consentiva di essere chi non era e rispecchiarsi nei personaggi che leggeva molte volte l’aiutava ad andare avanti in un mondo dove sono tutti concentrati su loro stessi e sui telefonini, siamo in una civiltà dove la socializzazione non esiste più.

Parlarono di queste cose e la conversazione fu molto interessante e dopo quella sera uscirono altre volte e alcune volte anche da soli, lei si trovava bene era un uomo molto gentile e premuroso a lei gli piaceva molto e anche lui era attratta da lei.

La sua amica era molto felice almeno la vedeva sorridere ed era da tanto che non la vedeva così radiosa, ma quel peso che portava dentro la lacerava da dentro e la faceva sentire male, ma era un secreto troppo grande da raccontare al primo arrivato.

La sera dopo ritornati dalla cena si decise di raccontare alla sua amica che l’aveva ospitata il perché era fuggita dal suo paese, gli raccontò che c’era un uomo che quando era piccola e anche quando era cresciuta tentava di approfittarsi di lei diciamo che più delle volte aveva tentato di molestarla e lei dopo tante volte che aveva sopportato come divenne maggiorenne se ne andò invece di affrontare il problema preferì scappare pensando che andando lontano avrebbe dimenticato ma così non fu, quel peso se lo portava dentro e ogni notte gli riaffioravano quei ricordi e stava male.

L’amica la strinse in un forte abbraccio e gli disse non ti preoccupare ora ci sono qui io e nessuno ti farà del male, ci proteggeremo a vicenda e inoltre gli disse se il ragazzo con cui siamo usciti stasera ti piace dagli la possibilità di provarci, lo so che per una persona che ha subito maltrattamenti e difficile aprirsi agli altri e pensa che tutti gli uomini sono uguali, ma dargli una possibilità e se ti farà del male ci sono qui io.

Segui il suo consiglio e la sera successiva uscirono di nuovo le serate trascorsero sempre in maniera tranquilla andarono a teatro e quella sera dopo usciti dal teatro lui la prese alla sprovvista e gli diede un bacio un bacio da mille e una notte, l’atmosfera era stata dalla sua, una luna piena che illuminava tutto il lungo viale che li portava all’uscita del teatro , un leggero venticello e per un caso fortuito anche i fuochi pirotecnici tutto ciò creò l’atmosfera perfetta per dargli quel bacio che tanto aveva desiderato.

Lei rimase di sasso per circa cinque minuti non riuscì a dire niente, ma come si riprese lo guardò in quegl’occhi di un azzurro ghiaccio e gli disse che gli piaceva tanto e che quella sera era stata la più felice di tutta la sua vita e lo ringraziò, e dopo ciò la accompagnò a casa e gli diede un altro bacio e gli disse a domani.

Le uscite furono sempre più frequenti entrambi erano felici e sembrava che quel nuovo amore e quella nuova vita gli aveva fatto dimenticare quello che gli era capitato in passato.

La vita gli aveva dato una seconda possibilità e lei cercò di approfittare di questa opportunità per essere felice almeno per una volta nella sua vita , perché anche lei aveva diritto ad un po’ di felicità dopo tanto dolore che aveva passato.

E quell’uomo che aveva conosciuto gli stava dando quella felicità che tanto aveva sognato fin da piccola, gli diede il coraggio di ricominciare gli studi e di laurearsi e di lasciarsi il passato alle spalle  voleva essere felice e se lo meritava e la chiave di quella felicità in questo momento era lui e voleva tenersela stretta questa felicità.

Giornata mondiale del bacio

Cos’è un bacio ? Se non una semplice affermazione che la persona che abbiamo difronte ci piace , con un bacio si possono dire mille cose. Si ci bacia per amore , per fare pace si ci bacia semplicemente perché si ha voglia di baciare il proprio uomo o donna . Il bacio è un buon antidoto contro lo stress, quindi oggi è sempre baciatevi perché il bacio fa bene